Violenza sul peronsale sanitario a Villa Sofia

l recente episodio di violenza sul personale sanitario impone alcune riflessioni.

Siamo tutti d’accordo su necessarie e obbligatorie azioni tempestive di rafforzamento delle misure di sicurezza (armata e di video Sorveglianza) in aggiunta ad elementi normativi di dissuasione più severi, al fine di consentire lo svolgimento delle attività di emergenza sanitarie con maggiore sicurezza.

Ma ciò non basta. Le continue aggressioni sono sì opera di facinorosi delinquenti ma rappresentano anche la punta di un iceberg.

Non bisogna dimenticare le maggiori criticità delle aree di emergenza. Nel meccanismo che genera violenza entra in gioco tutto il sistema. Bisogna attuare misure atte a snellire la permanenza dei pazienti al PS. È necessaria una politica centrale che scoraggi gli accessi al PS con mezzo proprio, fare in modo che il 118, attraverso una giusta applicazione se non una revisione delle normative, porti il paziente non al presidio più vicino ma a quello più idoneo alle cure del paziente. È necessario che l’operato dei sanitari venga supportato dalla condivisione di responsabilità con le direzioni sanitarie attraverso la formulazione di PDTA che orientino gli operatori verso una maggiore appropriatezza prescrittiva.

Nello specifico presso i PS di Villa Sofia Cervello vengono prescritti ai pazienti un numero ben oltre la media nazionale di esami diagnostici, aumentando di conseguenza il tempo di permanenza dei Pazienti al PS.

Non basta affiancare le guardie armante agli operatori, ma bisogna anche metterli in condizioni di sapere comunicare. La scintilla che innesca la maggior parte degli eventi violenti nasce sempre da una iniziale aggressione verbale. Sapere comunicare e riconoscere gli elementi che possono innescare la catena degli eventi violenti fanno parte di competenze specifiche che non possono essere improvvisate e non dipendono sicuramente dall’esperienza. È necessario avviare gli operatori del PS verso l’acquisizione di specifiche competenze.

In particolare per quanto riguarda il presidio V.Cervello esistono delle criticità allocative che non riguardano soltanto i locali del ps ma nello specifico la Radiologia. Ogni mercoledì i locali della radiologia in particolare della TC vengono condivisi con il Radiologo interventista e quindi una sola macchina è disponibile sia per le delicate e lunghe procedure di radiologia interventistica che per gli esami urgenti sia di reparto che di PS.

Non di rado pazienti urgenti di ps devono attendere la fine delle procedure interventistiche. Solo grazie al buon senso ed alle competenze degli operatori della radiologia si è riusciti sino ad ora a stoppare sul nascere eventi violenti. Tutto ciò succede mettendo a rischio la salute ed anche la vita dei pazienti mentre rimane inutilizzata una TAC allocata nei vecchi e non più idonei locali della vecchia radiologia.

Quindi è di notevole importanza riattivare questa seconda macchina disponendone il trasferimento nei nuovi locali provvisti di ampi spazi impropriamente utilizzati.

 

Dott. Antonino Picone

Delegato Aziendale SNR -Osp Riuniti Villa Sofia-Cervello

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