Le prime “tre” priorità per la sanità 2020

Con l’arrivo del nuovo anno Quotidiano Sanità ha voluto promuovere un forum con diverse associazioni sindacali del settore per mettere a fuoco preoccupazioni e aspettative. Corrado Bibbolino Coordinatore Nazionale FASSID (Federazione AIPAC AUPI SIMET SINAFO SNR Dirigenti risponde alle loro domande.
 
Nel 2020 sono molteplici le sfide che attendono la sanità italiana. Quali sono le vostre 3 priorità?
Il 2020 sarà un anno importante, se non fosse banale direi decisivo per il nostro SSN, tanto bistrattato da noi e così invidiato dagli altri.  L’elenco delle priorità sarebbe sicuramente molto più lungo ed articolato ma a domanda precisa si deve rispondere con risposta precisa. Ed allora invece di aprire il libro dei sogni proviamo ad indicare tre cose fattibili, semplici sulle quali misurare la reale volontà politica di cambiamento e rilancio del Servizio Pubblico.
 
Riapertura delle trattative. La firma del contratto dopo dieci anni ha risvegliato fiducia ed attenzione negli operatori, delusi e assuefatti a violenze e denigrazioni che il sacrificio quotidiano con cui realizzano uno dei servizi sanitari migliori del mondo possa essere riconosciuto. La finanziaria, il mille proroghe, il Patto della salute hanno dato dei segnali. Ora attendiamo il nuovo atto di indirizzo che ci permetta di portare avanti il lavoro appena iniziato con la firma del contratto 2016-2018 che, mi ripeto, non sarà la panacea ma è comunque un inizio. Un riadeguamento salariale con la nuova massa salariale che include l’esclusività, il recupero della RIA, il riconoscimento dei servizi prestati anche nelle forme improprie che hanno caratterizzato gli ultimi dieci anni, la revisione dei meccanismi e delle regole che governano la nostra mirabile rete delle urgenze attraverso faticose guardie e reperibilità è possibile e dovuto per non sopire le speranze riaccese che si traducono, lo ricordo, in un diverso approccio al lavoro negli ospedali.
 
Revisione degli standard introdotti in modo acritico e adimensionale con il DM 70 che ha diviso gli standard sanitari con l’accetta come a Yalta divisero l’Africa del Nord. Tutti i servizi (Radiologia, Laboratorio, Anatomia Patologica, Farmacia, trasfusioni etc.) hanno nel decreto la stessa dimensione. Questo ha comportato negli ultimi anni semplificazioni assurde ed astratte, senza alcun vantaggio, con un rapporto costo beneficio uguale o negativo rispetto a prima. La differenza è che almeno a Yalta Stalin, Churchill e Roosevelt avevano un volto ed un nome per assumersi le loro responsabilità rispetto alla storia. Qui no.
Cresce il numero di coloro che organizzano e valutano il lavoro di chi si occupa di salute, diminuisce il numero di personale e posti letto. Non è esattamente quello che si osserva quando si vuole rilanciare un progetto. Considerando che la domanda, per fortuna, aumenterà, con l’aumentare della età.  L’ondata demografica di anziani e arzilli baby boomers impone una rapida riconversione dei meccanismi di somministrazione ed informazione. E’ immorale continuare ad assistere a facili titoli sui lunghi tempi di attesa e malasanità.
 
Semplificazione e revisione di LEA e tariffe, dai DRG alle prestazioni ambulatoriali. Eliminazione degli outsourcing. La rete dell’emergenza urgenza ha necessità di riconoscimenti economici per i LEA e tariffe. Occorre fare una revisione seria, basata sugli esiti reali in termini di salute e di costi. Dopo la scomparsa di Domenighetti la sovradiagnosi è caduta nel dimenticatoio.
E sull’appropriatezza ancora fa testo un mio lavoro del 2011, perché tutti ne parlano e nessuno se ne occupa. E così risorse ed energie che potrebbero essere liberate per fare ciò che serve, vengono utilizzate per incrementare ciò che appare, magari con il ricorso ad appalti esterni. In questo modo il combinato disposto tra furbizia di alcuni ed incapacità diffuse mette in ginocchio tutto ciò che abbiamo costruito tra il 1980 ed il 2000. Ma forse è quello che si vuole. Complici il velleitarismo di chi applica modelli astratti inadatti al caso concreto. Siamo certi che il 2020 ci darà risposte, sarà un anno importante.
Assunzioni, contratto, formazione queste le priorità inderogabili che dobbiamo declinare in una riorganizzazione che restituisca valore ai principali attori del Servizio Sanitario Nazionale, cittadini ed operatori.
 

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