COMUNICATO STATO DI AGITAZIONE ASL DI TARANTO 01/07/2019

Alla cortese attenzione

Ministro della Salute
Dott.ssa Giulia Grillo
Assessore Regionale alla Sanità
Dott. Michele EMILIANO
Prefetto di Taranto
Dott.ssa Antonia BELLOMO
Direttore Generale ASL Taranto
Avv. Stefano Rossi

 

Oggetto: Comunicazione indizione stato di agitazione da parte delle organizzazioni sindacali Anaao Assomed – Fp CGIL medici e Dirigenti del SSN – FVM – FASSID – CISL medici – FESMED
L’unità sindacale delle Sigle in oggetto riportate ha preso atto che, nonostante le ripetute segnalazioni relative alle criticità assistenziali ed alle inadempienze contrattuali denunciate nel corso dei tavoli tecnici e degli incontri di consultazione/contrattazione, quali risultano dai verbali sottoscritti, le scelte di politica aziendale sinora poste in essere dalla Direzione Strategica dell’ ASL TARANTO stanno compromettendo il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza nel erritorio della Provincia Ionica e stanno “ridicolizzando” l’auspicato ” …. più alto grado di benessere fisico, psicologico, sociale e spirituale dei lavoratori. .. “. Considerato che tutti i tentativi di interlocuzione non hanno sortito alcun effetto (fatti salvi rari casi) nel coniugare le rispettive diverse opinioni a causa delle intransigenti prese di posizione del Direttore Generale e ravvisata la comune preoccupazione che il persistere di tali atteggiamenti da parte del Management possa produrre ulteriori disagi ai professionisti che le 00.SS. rappresentano con conseguente scadimento delle prestazioni sanitarie rese in favore dei pazienti, si prende atto che la politica Aziendale rimane quella di un mancato coinvolgimento nelle scelte dei Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari che, a fronte di’ una collaborazione costantemente offerta, sono stati ripagati con limitazione delle competenze, impoverimento numerico e retributivo, espulsione dai processi decisionali, intollerabile confusione e assenza di progranunazione dei processi assistenziali a fronte di scelte non sostenibili dal punto di vista della gestione degli ospedali ma paganti dal punto di vista propagandistico e pubblicitario. In considerazione di quanto sopra esposto si intende manifestare alle SS.LL Illustrissime l’intenzione di rompere le relazioni sindacali contrattualmente statuite per i sottoelencati motivi: 

I. Nonostante la recente Legge Regionale individui per ogni ASL il numero di Strutture Complesse e Semplici, tuttora non si è addivenuti, per la chiusura totale della Direzione alle proposte dei Sindacati esaminate mesi dopo la loro presentazione, al rinnovo del Regolamento per il Conferimento degli Incarichi. Nel frattempo si assiste all’individuazione di nuove strutture ed all’attribuzione di incarichi senza la consultazione preventiva delle OO. SS., al rifiuto di istituire Dipartimenti obbligatori per legge, mentre si tollera la discontinuità gestionale di strutture complesse e semplici affidate a “referenti”, rimaste prive di responsabile in seguito alla cessazione dei titolari, mai sostituiti.

2. Nonostante il Regolamento Regionale abbia definito in maniera precisa le regole per l’esercizio dell’ attività in regime libero professionale -ALPI- al fine, anche, di abbattere le liste di attesa, a causa della pervicace ostinazione dell’Amministrazione a non recepire i contributi delle 00.SS. non si è ancora licenziato il Nuovo Regolamento Aziendale per la disciplina di tale attività. Fermo restando il fatto che dopo anni l’ASL non ha ancora provveduto a dotarsi dei locali indipendenti dove prestare l ‘ALPI, obbligatori per legge. 

3. Nonostante la denuncia di violazione della Legge Regionale inerente i compiti della Dirigenza Infermieristica, la Direzione Generale ha, dopo aver rifiutato di fatto il confronto tanto da indurre la più rappresentativa Organizzazione Sindacale ad abbandonare il tavolo tecnico per protesta, riattivato la delibera, sospesa su richiesta delle parti sociali, mostrando un totale disprezzo sia per le posizioni delle 00.SS. che per il rispetto delle Disposizioni Regionali.

4. Nonostante le Norme Europee ed i Contratti Collettivi Nazionali regolamentino i turni di lavoro ed il ricorso al lavoro straordinario, il mancato reclutamento di personale dirigenziale Medico, Veterinario e Sanitario, unitamente all’ “esodo” dei dirigenti verso il privato o verso altre ASL, induce al ricorso allo straordinario oltre i limiti imposti dalle disposizioni vigenti in materia di orario di lavoro, con impiego improprio e prevaricatorio dell’istituto della pronta disponibilità (utilizzata per coprire reparti e servizi anche in fasce orarie pomeridiane) e delle prestazioni aggiuntive (utilizzate oltre i limiti della ragionevolezza e della legalità, autorizzate senza il confronto con le 00.SS. previsto dal Regolamento Regionale), sino a ledere il diritto al riposo ed alla salute dei lavoratori ed a minare la sicurezza dei pazienti in cura.

5. La mancata piena attivazione del Piano Sanitario Regionale di Riordino induce a scelte strategiche incomprensibili e non coerenti con la vision della Regione Puglia che pongono a repentaglio la salute dei pazienti e a rischio professionale i lavoratori addetti: Punto nascita e Pediatria di Castellaneta; UTIC e Nefrologia di Manduria; Riabilitazione cardiologica e pneumologia di Grottaglie (mai attivate) mentre la Fisiatria, gestita da soli due medici assunti a tempo determinato (uno dei quali in malattia), non prevede presenza medica pomeridiana, notturna e festiva; PPI tuttora aperti pur in gravissima carenza di personale medico adibito al servizio ambulanze del SET 118.

6. Nonostante i ripetuti fenomeni di aggressioni al personale sanitario ed ai pazienti degenti e l’intervento dell’Ispettorato Provinciale del Lavoro, ad oggi non si ha cognizione delle scelte sinora adottate dal Management sul Sistema di Videosorveglianza che, di fatto, risulta assolutamente discrezionale per modalità, tempistiche e rispetto della normativa sulla privacy tali da non permettere i cambiamenti necessari alla sostenibilità e ai miglioramenti dell’assistenza.

7. Nonostante le ripetute richieste delle 00.SS. di conoscere il consuntivo di spesa sostenuto nel quinquennio dalla ASL TA per le voci del Fondo da destinarsi esclusivamente alla Retribuzione di Posizione, i cui eventuali “residui” devono essere riassegnati con l’esercizio finanziario dell’anno successivo, si licenziano delibere che impegnano per ogni anno la cosiddetta “somma storica”.

La scarsa considerazione dei Sindacati della Dirigenza è ciò che caratterizza l’attuale, così come la passata, politica aziendale dell’ASL TA. E’ evidente che scelte di tale portata, assolutamente ingiustificate a nostro parere, hanno il chiaro segno di uno “schiaffo” alle relazioni sindacali e di un’azione provocatoria a fronte delle richieste avanzate, oltre ad essere offensiva per le stesse sensibilità personali dei soggetti coinvolti. Il futuro di questa ASL dipende non solo dai sacrifici richiesti e messi in pratica dal personale sanitario, ma anche da modelli di governance innovativi e da equilibri istituzionali capaci di superare l’attuale impianto e produrre i cambiamenti necessari alla sostenibilità del sistema e al miglioramento dell’assistenza. Ma, soprattutto, dipende dal ruolo e dalle conseguenti responsabilità da assegnare ai Dirigenti, dal valore che si attribuisce al lavoro dei professionisti, dal recupero di politiche aziendali che garantiscano una omogenea esigibilità del diritto alla tutela della salute. I Dirigenti Medici, Veterinari e Sanitari e le loro rappresentanze sono sempre stati e restano disponibili a fornire il loro contributo per affrontare i problemi dell’ASL TA , non certo ad esserne additati come la causa, ma chiedono di diventare interlocutori istituzionali della politica aziendale e non solo. La conferenza dei sindaci è spettatrice di una situazione di disagio e non ne percepiamo la presenza. Anche loro si devono attivare perché cambiano le realtà, i comuni, ma il denominatore è il solito: il caos. E la cosa più pericolosa è cercare di sminuire il problema. Di tanto si notiziano le SS.VV. e si chiede una convocazione urgente con la partecipazione di tutte le Istituzioni interessate al fine di ripristinare le corrette relazioni sindacali così come previste dalla legge attraverso le procedure di raffreddamento e di conciliazione. In assenza di riscontro a tale richiesta saremo costretti a proclamare l’interruzione delle relazioni sindacali e avviare ogni altra iniziativa tesa a tutelare i diritti dei lavoratori e dei pazienti di questa ASL. 

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