“ora solo atti concreti”

Dopo l’incontro di ieri tra Sergio Venturi e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria, sembra acquisito l’impegno delle Regioni per affrontare il comma 687, il comma Gelli e la parte economica per sbloccare finalmente l’ultimo dei contratti bloccati, quello di medici e dirigenti sanitari. Secondo Venturi l’incontro è stato utile per il confronto approfondito proprio sui fattori che ostacolano il rinnovo, suddivisi per responsabilità istituzionali.

La prima condizione chiesta dalle organizzazioni sindacali per tornare al tavolo è che si faccia maggiore chiarezza sul comma 687 della legge di Bilancio 2019 che riporta la dirigenza Pta del Servizio Sanitario all’interno del Comparto Sanità. La seconda condizione fa riferimento alle risorse stanziate dal “comma Gelli” rispetto al quale occorre trovare la strada per applicarne il dispositivo già nell’attuale contratto. La terza ed ultima condizione è quella relativa ad una applicazione puntuale della parte economica e una gestione efficace della parte normativa. Il corollario infine è che un eventuale ampliamento di quanto previsto per la Ria, retribuzione individuale di anzianità, non può che essere discusso con il Governo. 

L’impegno promesso ieri da Venturi sembra confermato dall’incontro con il capo di gabinetto della Funzione Pubblica Sergio Ferdinandi che si è tenuto stamani a seguito del Sit In organizzato dai sindacati sotto Palazzo Vidoni.

Corrado Bibbolino, nominato ieri Coordinatore FASSID 2019, presente all’incontro sia con le Regioni che con la PA, rimane comunque cauto: “Sanno tutto, faranno tutto. Dall’incontro con il Comitato di Settore Regioni-Sanità sono arrivate rassicurazioni in merito al problema del comma 687, un problema che non abbiamo creato noi e non abbiamo cercato. Rinviare il contratto sine die è stato l’ultimo colpo di grazia al Ssn, già duramente colpito. Il Mef deve intervenire sulla RIA e prendere atto dell’uso improprio che viene fatto dei fondi tolti ai medici che chiedono solo che gli venga restituito il maltolto ad invarianza di spesa. Il sit in di questa mattina sottolinea ancora una volta, ove ce ne fosse bisogno, la necessità e l’urgenza di risolvere il problema del rinnovo contrattuale. Stato Regioni e Funzione Pubblica hanno preso degli impegni precisi, ma di impegni in questi anni ne abbiamo sentiti tanti. Ora vogliamo atti concreti.”.

UFFICIO STAMPA FASSID

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